INFORMAZIONI UTILI SUL MONDO DEI COMPACT-DISC


Il Compact-disc (CD) è un supporto ottico di memorizzazione digitale composto da un disco di policarbonato trasparente, generalmente di 12 centimetri di diametro, rivestito successivamente da un processo di metallizzazione, su cui vengono memorizzate le informazioni riportate ai valori binari 1 e 0 che poi vengono letti per mezzo di un laser. Il CD è stato inventato congiuntamente da Sony e Philips nel 1979. La produzione industriale dei CD avviene attraverso un processo di replica (mediante il glass mastering e il pressaggio dei dischi da policarbonato in granuli) o di duplicazione (serial mastering) con l’utilizzo di supporti registrabili (CD-r). La parte superiore del disco può essere personalizzata in serigrafia o offset o con apposite stampanti termiche o ink-jet. La parte inferiore che contiene i dati si chiama dye.





Da diversi anni esiste anche una produzione “casalinga” che avviene attraverso il computer con la masterizzazione di supporti oggi registrabili fino a velocità di 52x. I primi masterizzatori (apparsi ai primi anni Novanta) costavano un capitale e registravano a 1x utilizzando dei media costosissimi caratterizzati dalla metallizzazione dorata. Oggi un masterizzatore che registra anche i dvd costa meno di 50 euro.


La struttura fisica dei CD è molto simile a quella dei normali dischi musicali: i dati sono ordinati lungo un'unica traccia a forma di spirale che parte dal centro (contrariamente ai dischi in vinile) e procede verso l'esterno. Per questa ragione sono successivamente apparsi i CD da 8 cm (MiniCD) e le CD cards a forma di biglietto da visita.

Una caratteristica dei CD è data dalla velocità di lettura costante (CLV). Il principio stabilisce che che la testina deve leggere i dati a velocità uniforme, sia che si tratti della parte esterna sia quella interna del disco.

Questo si ottiene variando la velocità di rotazione del disco, che passa da 500 giri al minuto al centro a 200 giri al minuto all'esterno. Nei CD audio questo non è un problema, ma nei CD-ROM è necessario cambiare costantemente la velocità di rotazione, provocando, a volte, ritardi e pause di lettura e rumori di fondo.


I formati fisici dei CD sono stati definiti da vari protocolli: Red Book per i CD audio, Yellow Book

per i CD-Rom, Orange Book per i CD riscrivibili (CD-R/RW), Green Book per i CD-I (CD Interactive),

White Book (Video CD), Blue Book (CD-XA o CD-Extra). Le specifiche tecniche hanno preso il nome

dei colori (collettivamente si dice Rainbow Book) perché - secondo una leggenda - il primo documento distribuito era stato rilegato con una copertina rossa.

Il primo ad apparire fu il CD Audio, apparso nei primi anni Ottanta, ed era stato concepito unicamente per la musica, destinato a soppiantare i dischi di vinile.


  1. CD-ROM è l’acronimo di Compact Disc Read Only Memory. I CD-ROM standard hanno una capacità di

74 minuti/650 MB e di 80 minuti/700 MB, mentre negli ultimi anni sono apparsi i formati da 90 minuti e da 100 minuti/870 MB, che però sono fuori standard e non garantiscono assoluta compatibilità.


  1. Video-CD è in grado di memorizzare audio e video in formato MPEG-1, con qualità più o meno equivalente a quella di una videocassetta VHS. Può contenere sino a 74 minuti di video a schermo pieno, e di solito un film completo è memorizzato su due dischi. E’ stato superato dal DVD.

  2. CD-XA o CD-Extra. il nome deriva dall’acronimo di Compact Disc Extended Architecture. E’ apparso

nel 1989 da una collaborazione tra Sony, Philips e Microsoft. E’ un formato che permette di mescolare tracce audio secondo il Red Book, tracce di dati secondo lo Yellow Book, permettendo così di ottenere CD audio multimediali, CD-Text, CD-Plus o CD+G (Karaoke). Una delle caratteristiche di questo formato, fondamentale per il multimedia,è la tecnica dell'interleaving: è possibile memorizzare fisicamente le informazioni in modo diverso dall'ordine logico, in modo da minimizzare il movimento della testina.


I FORMATI LOGICI DEL COMPACT DISC

CD-Audio - Lo standard utilizzato dai CD audio prevede di campionare con codifica PCM l'onda sonora, utilizzando una quantizzazione a 16 bit (che fornisce una dinamica di 96dB) ed una frequenza di campionamento di 44.1 campioni al secondo (che fornisce una risposta in frequenza di 5-20 Khz). I dati sono memorizzati sul disco nei settori, ciascuno dei quali rappresenta 1/75 di secondo audio. È possibile ripartire i data in un massimo di 99 tracce. La velocità di trasferimento dati è circa 150kbit/s, detta anche CDx1.


ISO 9660 - È il formato più utilizzato, dato che utilizza una base comune molto semplice ed è estensibile facilmente. Il primo livello di ISO 9660 prevede solo nomi con standard MS-DOS, ovvero 8 caratteri per il nome, 3 di estensione ed interamente maiuscole. Ogni nome deve essere diverso dai nomi degli altri files nella stessa directory. Il secondo livello (con qualche problema di compatibilità) prevede l'uso di nomi lunghi, fino a 31 caratteri e non sono ammessi file condivisi.

Il terzo livello è privo di ogni limitazione. In ogni caso, dato che i sistemi operativi sono tanti e ciascuno ha le proprie caratteristiche, sono previste estensioni specifiche al formato ISO. La più diffusa è Joliet per Windows 95. Prevede nomi in formato Unicode lunghi sino a 64 caratteri.


APPLE-ISO (HFS)

Permette di memorizzare i dati secondo il sistema di file di Macintosh, e prevede quindi nomi con

maiuscole, minuscole e di lunghezza sino a 31 caratteri. Oltre a ciò} memorizza altri dati tipici del

filesysem HFS. Tale CD può essere utilizzato nativamente solo sui calcolatori Macintosh


Mixed Mode

Noto anche come CD Ibrido (Hybrid CD). Permette di mescolare, ad esempio, un CD Macintosh e un

CD Windows.


Photo CD

Formato specifico utilizzato dalla Kodak. Permette di memorizzare 100 immagini ad alta, media e

bassa risoluzione su un singolo disco.


UDF

Si tratta di un nuovo file system in grado di superare le limitazioni dell’ ISO 9660. Viene anche usato

da certi software di scrittura a pacchetti CD-R/CD-RW. E’ il formato dati del DVD.

 

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